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Per evitare che morissi...

Altro

... mi ha ucciso. Dopo essere stato morso, mi avvalgo di facoltà paranormali, ed inseguo, tediosamente per alcuni, la strada senza via di ritorno della "follia", unica arma che ho per sorreggermi in un Mondo che sbrana ed assale le sue "vittime", l'uomo è un animale strano, ha inventato stratagemmi sofisticatissimi e complicati per "complicarsi". La psichiatra che mi ha in "cura" mi giudica sano, poiché vivo, con tutte le componenti che fanno della vita una vita viva. Piena di sentimenti, ed aggiungiamoci quelli negativi, utilissimi, catartici. Dov'è finita la rabbia che (pro)crea? Un uomo libero di piangere e di commuoversi può definirsi tale. Ed io eccedo nella mia malinconia che cresce, e non dà accenni di smettere di torturarmi. Per me è più facile accettare questo cancro che mi uccide, piuttosto che uccidermi nel pasto giornaliero di chi ha apparecchiato un tavolo per cannibalizzarsi. Un brivido lungo la schiena, è forte, potente, è "beatificante", dà una sensazione d'immortalità, di eterno, e l'abbraccio volentieri. Con tutte le emozioni possibili, "artificializzo" i vuoti che ho, e m'infilo nella notte, origliando il mellifluo, l'appena nascosto. L'appena che c'è.
28/05 | di | autore
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Mi hanno rinchiuso in manicomio

Altro

Ma io ho resistito, conoscendo gente di ogni razza e stupendomi di non impazzire, restai "extraterrestre", accudito dal mio amor proprio, che non cessò di tenermi dritto, ingabbiatemi, ma sarò ancor più libero di pensare, via d ogni trappola, morsicherò il Mondo, mi ammalerò d'indigestione e soffrirò per un'amata che non mi ama, lo piglierò fra i denti, a grappoli.
Sì, con ardente passione sarà, sarai mia.
28/05 | di | autore
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Spogliati mia regina

Poesie

Le tue calze, che sfili "erotizzandomi", spogliati come tu sai, addestrami al sesso, e ci abbracceremo fino a sguazzar nell'estasi, moribondi, con la Luna piena che ci occhieggia, e tu, maliziosamente, mi "sporcherai" ancora.
Amore, regina del mio "asfalto", della mia vi(t)a, Dio come ti desidero, creatura virginale dal pudore ardimentoso.
Schiocco le dita come Fonzie e ti mastico come un chewing-gum, gustando il retrogusto.
Che gusto, che guasto, quale immane errore sono, io, errabondo, ma tuo amante, amante selvaggio, amante scalciante, asino innamorato, amami.
Possiedimi.
28/05 | di | autore
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Venire a conoscenza di sé

Altro

Passeggiare come nulla fosse nel traffico, fra poliziotti corrotti e sguardi obliqui, ed arrestando il proprio Cuore per non gemere, qui in strada la vita è durissima, polvere e bang bang, ed una puttana sorridente che ti circuisce, vuole il tuo alambicco e piluccarlo, ma devi resistere, moralmente integro, moralmente pulitissimo, questo posto, di anime infrante va smacchiato, la mia bella faccia sarà un biglietto da visita per Cristo, volesse rispolverare di vernice questo Mondo afflitto, morente, questo Mondo che piange.
Dio come m'incazzo a volte, m'impaurisco da me, solo e soletto senza Sole.
Senza suole. Mi duole.
28/05 | di | autore
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La vita può amarmi di nuovo

Poesie

L'ho sudata, mi ha vinto, le ho tenuto testa per molto tempo, mi scappava di mano, l'ho riagguantata per un pelo, fra peli ed orgasmi balbuzienti.
La rabbia è infinita, perdonatemi!!!
28/05 | di | autore
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Disperatamente bastardo

Poesie

Mi hai scombussolato la mente, il tuo seno è turgido, m'inginocchio al sesso, impudico, senza dignità, da uomo che ama come ultima sua vanità. Ama con tutto sé stesso. E' un amore così come viene.
Senza chiedergli troppo.
Mi azzanno l'anima.
28/05 | di | autore
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Posso considerarmi (s)finito

Altro

Ho perso l'amore perché amavo sbagliando, amando troppo, un amore che in questa vita non può essere vissuto né visto, fa paura, eccome se spaventa, ho perduto, quindi, la capacità d'innamorarmi.
Ed odio il lavoro, lavoro che aliena, che sfianca, che ti affrancherebbe?
Ti affranca, sì, hai ragione amico che mi tieni per(la) mano, amico solidale e s(t)olido, come me, vinceremo la nostra battaglia, abbiamo resistito tanti soprusi, sì, ci hanno davvero usato, ma noi abbiamo sempre creduto nel potere dell'anima, tu ascoltavi musica per sentirti meglio, per sentirla, io giocavo con la mia mente, elucubrando fantasie erotiche oscene, capricci di uomini sensibili, come te, come me, vita troia, non mi tira più, sono ammosciato in tutto.
Ma non del tutto.
Un uomo che chiede solo un po' d'acqua col Cuore impazzito d'ilarità, che gioia la vita quando la si possiede per le palle.
Lei mi ha fatto girar la testa, mi ha raggirato, gli amici, eccetto te, carissimo, mi hanno tradito, lasciandomi di stucco, un tempo ero stucchevole, amavo le banalità e l'idiozia che la frivolezza ha in dono.
Nel profondo so che mi vuoi bene, Dio, tu mi osservi e mi fai imbestialire.
Perché mi massacri' Che t'ho fatto, imploro una "mesta" pietà, saettami addosso un po' di forza, mi sto incenerendo.
Cenere sarò come prima di nascere, ma, prima, lascia che ordini le idee, che le pulisca, che mi renda bello stasera. Per una donna che sogno, che non c'è, che forse esiste davvero, purtroppo.
Ero così libero senza amore, così sciocco, così meschinamente volgare, così puro, così stupidamente innocente.
Ecco, ora, dammi un bacio con la lingua.
Vita puttana.
28/05 | di | autore
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Sulla croce

Poesie

Hey, dammi la croce da portare;
io l'accetterò.
Dammi anche la forza per sostenerla;
e l'amerò.
E' sulla croce il pegno d'amore infinito
E' sulla croce la verità, la vita!

La sofferenza sì che è il fertilizzante della vita,
ci fa crescere e maturare...
l'importanza di essa significa apprezzare la vita
e mai meditarla...

viviamo vincolati a questa terra,
guardando il cielo coltre.
Sicuri che un giorno attraverseremo il mare
per raggiungere l'orizzonte della felicità eterna.
28/05 | di | autore
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Anime perdute

Poesie

Anime perdute,
nude solo con la paura in faccia,
stanno cercando la direzione giusta
per il mare e il sale.

Anime perdute, vedo,
camminare nella città morente.
Come ostriche che osservano il sole attraverso l'acqua
e ritengono quel liquido denso la più fine delle atmosfere

Anime perdute, vedo,
camminare nella città moribonda.
Salutano il sole salente, cominciano a danzare.

Anime perdute. Anime mortali,
sanno dirti che così infine stanno bene,
perché si credono protetti dalla morte insolubile







28/05 | di | autore
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Stazione metropolitana, New York, ore 00:37

Racconti

L’uomo anziano stava mangiando un sandwich al formaggio ed aveva una budweisler di lato sulla panchina. Ingordamente mangiava a grandi bocconi, forse perché non si era nutrito per l’intera giornata o forse perché era sua abitudine mangiare in quel modo. Nella piccola busta di plastica alla sua sinistra, c’erano delle salviettine e prendendone una cercò di eliminare, intorno alle proprie labbra, tutte le briciole che gli erano rimaste. Ne scartò alcune buttandole a terra insieme al fazzoletto. L’ anziano calvo doveva ritornare a casa. Era duro il lavoro di operaio. Maggiormente quando abitavi in periferia, poiché era più stancante adempiere al lavoro: alzarsi dal letto la mattina presto e ritornare a casa più tardi del dovuto. Ma un uomo che aveva da crescere il proprio cane, Herbie, aveva bisogno di qualcosa di più di quello che gli dava lo Stato; pretendeva almeno il doppio di quello che riceveva in busta paga. Specie quando hai un affitto da pagare al mese, il cibo, indumenti, la birra e altre cose.
28/05 | di | autore





SO SOLO TRE COSE

Racconti

So solo tre cose: sono sdraiato a terra nel mio soggiorno, ho caldo e non riesco a muovere un muscolo. Sono paralizzato. Intrappolato dentro me stesso. Vedo la stanza come se fossi dietro uno schermo. Solo gli occhi sembrano liberi di muoversi. Li sposto sotto al divano e vedo le piccole parrucche di polvere che ci si sono formate sotto. Quasi riesco a vedere ogni minuscola particella di polvere e come ognuna si aggrega all'altra formando quelle nuvolette grigie.Sento il sudore sgorgare da ogni poro del mio corpo. Il caldo è asfissiante, me lo sento nella gola. Più cerco di muovermi più resto paralizzato. Provo a gridare ma niente. Dalla mia bocca esce solo un rantolo, solo qualcosa di soffocato, di non udibile.
31/05 | di | autore





la vicina teutonica

Racconti

non era un periodo facile.avevo perso il lavoro,continuavo a stare male e i soldi stavano per finire.nonostante tutto continuavo a bere e a dormire fino a mezzogiorno.passavo le giornate talmente ubriaco che non mi accorsi neanche dell'arrivo di una nuova vicina di casa...
31/05 | di | autore
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Una città e-sangue

Racconti

Racimoli un po' di polvere ed avanzi, schivi i passanti che disturbano il tuo cammino, li eviti con attenzione e cura, intimamente (de)legato alla tua pelle, rossiccia, poi neruccia, poi pallida, incolore, di un bianco opacizzante, quasi scura nella sua bianchezza, ripeto, di marmo di Carrara.
Splendidamente eburneo sogni una fica "a dondolo" ed una candela per bruciarvi assieme, sotto la Luna, nel candore di un'intimità senza viltà, nudi, "sporchi", vestiti solo di carne, da mangiare a fette.
Le sue tette.
Come polpette.
Sono un vanazo di galera, elargisco il mio facsino in quantità. gongolando da latino in fiore, (s)fiorito, un bocciuolo.
03/06 | di | autore
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Ad Oriente mi oriento

Poesie

Il mio pene turgido e poi flaccido, si posiziona in mille e tante altre posizioni, per amarla, come si concede agli uomini dotati di "tatto" e sensibilità, i suoi piedi, che passeggiano in città, stanchi, addormentati dal freddo, poi io le sfioro le gambe e lei si (ri)accende, modulando orgasmi a non finire, sfinendomi.
Guardo il Sole che spunta come da un osservatorio, e vorrei baciarlo per avermi donato una giornata in più, una fica per una notte balorda, "guastata" appena da una zanzarella.
03/06 | di | autore
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Gironzolando vado in-onda-ndo

Racconti

Gironzolo e seguo, perseguo la mia onda, indecifrabile, inacchiappabile, non riesco a catturare la mia ombra, che mi pedina, m'insegue, mi persegue e perseguita.
La città dorme infelice mentre io godo ancora, avendo messo le lancette indietro, il tanto amato tramonto, sperando che la bella sera mi (ri)porti euforia e sesso, brinderò fumando e fumante godimento.
Mi faccio raccomandare da me stesso, il miglior consigliere, e funambolico, inondo la Tv della mia presenza, andando in onda.
Cavalcandola.
Vita troia, vita meschina che mi regali un abbaglio, un luccicante "forse sì, stavolta va".
E mi guardate, dall'altra parte del cavo, estasiati. Anche se potrei far, ancora, di meglio.
Di meglio in meglio.
03/06 | di | autore
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