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daje...by porcellos

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laughing
per gli scettici ...
la poesia è mia
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Schiavitù

Aforismi

...Non c'è peggior schiavità di quella d'essere schiavi della gente e di se stessi...
27/09 | di | autore
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...

Poesie

Io sono tutto...
...io sono nulla...

...sono l'infinito
e sono lil vuoto

...ovunque ci sono
quando pensi...
...dove sono
a volte non
sono li

...e immagini
il divino...

...sono solo
un uomo...

...amore e
gli altri...
...ecco ciò che
c'è...
28/04 | di | autore
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27 apr 2009

Poesie

No, non lo so
se ti amo...
però ti penso...

mi capita che
mi vieni
in mente

...e sorrido
...o mi viene
duro...
faccio o dico
e penso a
ciò che
dirai

ogni tanto
mi manchi...

e ti penso...

non so
se ti
amo...

però è
così...
28/04 | di | autore
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tutto iniziò per caso

Racconti

Tutto era iniziato per caso.
Si potrebbe raccontare per ore del caso, i pro, i contro, di come c’è chi lo reputa fato, chi solo coincidenza, chi, invece, prende ciò che c’è senza pensarci troppo.
E questa storia vuole proprio raccontare di chi vive gli scampoli che la vita gli offre senza troppi fronzoli, diritto alla meta.
Bene, male, non sono i due poli che governano la vita di Paulo.
Lui sa bene che sono gli altri a dare un significato alle sue azioni, tutto sta a star simpatico o meno.
Non era un santo ma nemmeno il peggiore dei diavoli e la vita era stata alquanto crudele con lui, o indelicata.
In una società dove l’aspetto fisico era quello che ti contraddistingueva e dove solo i belli avevano una possibilità, lui era alquanto brutto, fattezze che destavano sorpresa, nel miglior dei casi, o timore nella gente che doveva averci a che fare.
A lui non importava più tanto, la vita ti rende duro e, a volte, è un bene.
Quindi iniziò tutto per caso.
Quella che a lui sembrava una cosa remota, ultima nei suoi pensieri da sveglio ma presente ogni notte nei suoi sogni, era arrivata quando ormai era chiusa nella parte più remota della sua anima. L’amore.
Oh l’amore! Quante storie e quante vite si muovono per l’amore.
Per Paulo era sempre stata preclusa quella strada.
Non è che non si fosse mai innamorato, molte volte chiuso nei suoi pensieri avvicinava la ragazza che in quel momento particolare, gli era parso, che lo guardava con simpatia.
Una volta, forte di uno di questi sguardi, si avvicinò ad una ragazza. Il sorriso di ella divenne un ghigno e Paulo scoprì che non era simpatia ma derisione.
Scottato da quella esperienza iniziò a camminare ad occhi bassi. Guardava solo le scarpe della gente che lo circondava. Ma i pensieri viaggiavano alti, più alti della poca stima che la gente gli regalava.
E l’amore? Si, l’amore arrivò nella vita di Paulo, per caso.
Passeggiava dopo il lavoro, a spasso con Rocky, il meticcio che non lo giudicava per il suo brutto muso. Arrivati al parco lo liberò. Rocky, felice, iniziò a correre e ripercorrere i luoghi conosciuti, a perdifiato, senza però allontanarsi troppo da Paulo che, intanto, lo seguiva con lo sguardo era felice.
Felice per Rocky ma anche per lui. Chi l’avrebbe detto? Paulo riusciva a sorridere!
Ad un certo punto Paulo perse di vista Rocky. Era capitato che il cagnolone, fiutando una cagnetta, se fosse allontanato, diciamo così, per fare il galante. Cosicché Paulo non se ne preoccupò e si sedette su di una panchina aspettando il Don Giovanni.
Tutto solo iniziò nel suo hobby preferito, quello di pensare. Senza accorgersene iniziò a parlare ad alta voce.
Quella sera discuteva del senso delle cose, esistenza e vissuto. Non era sempre così profondo, capitava che discutesse del pranzo e del sale. La sua mente non aveva limiti.
Insomma quella sera ragionava del vissuto e poneva come limite alle stravaganze della vita solo la sopportazione delle persone a tale stravaganze e di come le intolleranze ponevano limiti a chi le subiva ma anche a chi le imponeva.
Una ragazza passava di li per caso con il suo cagnolino e sentii parlare Paulo. Iniziò a sorridere, pensava fosse solo qualche strambo ubriaco, era ancora giorno e decise di avvicinarsi. Arrivò a sentire che Paulo scusava le persone limitate proprio perché limitate, e senza rancore poteva anche capire le loro cattiverie o indelicatezze.
La ragazza rimase sorprese, sia dall’aspetto, in modo negativo, che dal discorso, in modo positivo. Si era davvero sensato, non era frutto di troppo vino e decise di sedersi.
Paulo si zittì e lei: << NO… continua… non volevo disturbare… >>. Paulo guardò la ragazza con occhi calmi. Ormai non si sorprendeva più di nulla, o quasi.
E lei: << Mi rendo conto, non volevo disturbarti… >> e si alza e fa per andarsene.
Paulo la guarda ma non dice nulla. Come mai? Incantato? Stupito?
Semplice: non sa che dire.
La ragazza si volta e si avvicina a Paulo: << Piacere Stefania… >> << Paulo >> e le da la mano. Stefania lo guarda. Paulo la guarda.
Tutto nasce per caso.
Fu così per Paulo e Stefania.
28/04 | di | autore
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quel racconto di bocca in bocca.

Racconti

tutto quello che sapeva della vita l’aveva imparato da solo. forse gli sbagli erano tanti, ma ogni passo, ogni piccola cosa era come un’impresa e solo dopo tempo arrivava la ricompensa e a volte neanche il tempo era cosi benigno.
questo è. nulla più nulla in meno. ogni volta che passo in quella cittadina, ricordo la sera in cui mi fermai in quel bar. fra un bicchiere e l’altro questa storia che poi è più un racconto.
tutto intento a godersi quei pochi istanti di serenità. sconfitto? da cosa poi. no, non erano le domande esistenziali o il male di vita. non era voglia d’arrivare o di sapere. né questo né quello. lui viveva ciò che gli capitava e basta.
la storia, se è di questo che si tratta, è ambientata in una anonima città di provincia, di quelle il cui passaggio non resta il ricordo. ma c’è gente che li vive. li torna dopo il lavoro. dopo la vita. tutto sommato non si può proprio parlare di storia, più di racconto. di un racconto che passava di bocca in bocca. ad ogni bocca qualcosa in più. ad ogni particolare aggiunto sempre più distanti dall’inizio.
qui riporto ciò che ho sentito, quello che è arrivato a me. non mi prendo la briga di accertare se le cose siano vere. non sono un giornalista. non voglio esserlo. sempre se ce ne sia ancora qualcuno che lo faccia ma non divaghiamo.
ecco tutto. si tratta di questa persona. vita tranquilla. una moglie. un cane. tutto tranquillo. ogni sera, alla solita ora, sempre tardi, tornava a casa dopo il lavoro. mai una parola. mai un litigio. fatto sta che una sera non torna a casa. un giorno. un altro. nulla. la moglie va alla polizia. denuncia, ricerche. nulla. e così passa il tempo. la moglie s’avvicina a Dio. preghiere messe. ma i giorni passano senza che lui ritorni.
arriva il momento delle chiacchiere. chi diceva questo e chi quello. tutti però erano d’accordo su una cosa. che era vivo. persone che lavoravano in fabbrica con lui, che vivevano li, dicevano che era tranquillo, normale. molti pensavano che avesse cambiato aria perché avesse scoperto la tresca che la moglie aveva con il salumiere, che ormai durava anni. alcuni dicevano che l’avevano rapito e a questi, quando si faceva notare che era squattrinato e non c’erano richieste di riscatto, dicevano per gli organi e lo stessero nascondendo sino a che le acque si fossero calmate.
fatto sta che a casa non tornava e che la moglie ormai si era rassegnata.
un giorno, la sera tardi, tornò a casa. la moglie che lo vide sgranò gli occhi. più magro, i capelli più lunghi. ma era lui. si sedette a tavola e, come sua abitudine, aspettava la cena.
la moglie, dopo lo shock, cercò qualcosa da mangiare, da preparare e portò in tavola. lo guardava. aspettava. lui fini, andò in bagno e si lavò e andò a letto. la moglie scappò via. incredula. forse pensava ad un fantasma o che era impazzita. fatto sta che non la videro più in quel posto.
al mattino lui preparò una valigia e senza salutare nessuno se ne andò.
seduto sulla panchina, mentre aspettava l’autobus che lo avrebbe portato lontano. aspettava quello che poi non arriva mai. ma lui si godeva quei pochi istanti di serenità.
stava li seduto ad aspettare quello che poi non arriva mai. ma sembrava che a lui non importasse.
28/04 | di | autore
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Dentro il mio vuoto

Poesie

Fugace il mio sguardo
dritto verso il muro
che non scappa mai

riversano gli occhi
su questo grigio
accecante
desolante
che mi svuota
sempre di più
sempre
più dentro


l
16/06 | di | autore





Muoio per poco

Poesie

Muoio per poco, un piatto di pasta
un pacchetto di sigarette
una cassa di birra buona
una notte con una donna
vogliosa

muoio per poco
e cado dalle nuvole
dai passi delle montagne
dai grattacieli
che cadono sotto gli attacchi
di chi non vuole farli
stare in piedi

muoio perchè sono fatto cosi'
a mio modo
uno stronzo malcagato, l'infame
il gerry imperatore di roma
ma senza pellicola
senza romanticismo
senza nulla

come la porta che cigola
cresco e scelgo quello che voglio
forse era meglio riflettere prima
di scegliere
ma, capita, e si fa

muoio da quando
ho sbagliato
da quando mi sono innamorato
e che fesso che sono

il terribile frastuono
non cancella un bel niente
16/06 | di | autore
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noia e tradimenti

Pensieri

la storia si ripeteva...perché quell espressione da eterna dannata? (chiese il fantasma mentre rideva) .un gabbiano macchiò il vetro...il fantasma rideva.poi lei girò la testa...c era l ombra di un uomo che guidava.corna e peste!! si adagiò nella melma del ricordo che piano gli copri il volto.corna e peste!!!!il ventre si squarciò:salute a te! ò-oh! sussultò e se ne andò
20/06 | di | autore
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Io con te

Appunti di viaggio

la strada è irta e lunga ma con te al mio fianco nessun ostacolo mi spaventa..
30/06 | di | autore
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ASTEMIO

Pensieri

Non so perchè bevo, forse lo so, ma il bere lo ha cancellato dalla mia memoria.
Bevo per allontanere il doloro e per poi godere del mio dolore.
La vita sembra quasi bella dal fondo del bicchiere.
La vita sembra quasi vivibile dal fondo del bicchiere.
Si, la vita è proprio bella dal fondo del bicchiere.
30/06 | di | autore
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Accorgersi...

Poesie

Mi chiedono perché sono così
ma sono loro che decidono
le loro vite surgelate
che mi accecano
e mi tolgono il respiro

e io cerco di stare a passo
con la loro strada
ma cado in un buco infernale
e tutto brucia intorno a me
ma è solo realtà
non è incubo
solo realtà, la loro finzione
di cambiare le cose
di vivere
quello che mai potrà essere chiamato
essere vita

04/07 | di | autore





Abitudini

Poesie

Sbatte la porta
un soffio di vento
e il telefono squilla
pronto ad aprire l'inferno

grida ed incomprensioni
parole cattive e dolore
sempre alle solite ore
senza paga e retribuzione

04/07 | di | autore





Il mostro

Poesie

Svelto con gli occhi e la mente lucida
riprende il suo orrore
cambiando nome e colore
Avido con tutti
a parte pochi eletti
sporco dentro
marcio fuori
con la paura inniettata negli occhi
la mancanza di tutto
la reso il mostro
quello che non chiede
non puo' chiederlo
e neanche riceverlo
è terrore in carne ed ossa
succube di se stesso
raggiro della natura
autosconfitta celebrata
si arrampica come una biscia
una serpe malefica
pronta a divorare
la piu' debole delle prede
Mostro di se stesso
non ha piu' ritegno
non controlla la scia
che ha creato e disseminato
Il passato scompare
ma la memoria
ferisce
e gli stupidi parloni
la memoria non l'hanno mai avuta
04/07 | di | autore
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Viaggio

Poesie

Leggere parti di libri, fermarsi prima del secondo
passavano le giornate e le notti bruciavano
con la luna calda che sorrideva
senza scomporsi
e senza dare alternative valide.
Ma come succede nelle grandi occasioni
qualcosa si scoprì
e tutti furono contenti del tesoro del pirata
un po' meno dell'isola così lontana.

I rami non ballavano piu' al tempo del vento
perché aveva fatto le valige ed era scappato
e le orbite dei passanti cercavano
un pezzo di coscia nudo in ogni donzella

04/07 | di | autore





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